SULLA PELLE DEI CITTADINI

Sabato, 26 Marzo 2016 07:14
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LETTERA SPEDITA A LA VOCE DEL CANAVESE IL 24 MARZO 2016

Il progetto di fondere Castagneto Po dentro a Chivasso è un errore gravissimo, probabilmente fatto per miopia, cioè figlio della distanza tra la nostra Amministrazione e i suoi cittadini, il loro interesse e lo sviluppo del nostro territorio.

A livello nazionale, archiviate ormai le istanza che portarono alla legge Bassanini, le nuove mode della politica amministrativa incentivano i piccoli Comuni a fondersi tra loro per creare realtà amministrative più efficienti: tutti gli studi convergono a sostenere che la dimensione ottimale di un Comune per avere il miglior rapporto costi-servizi è tra i 5.000 e i 20.000 abitanti. Ed è anche unanimemente riconosciuto che questa è la dimensione ottimale per ottenere una più ampia e salutare partecipazione delle comunità alla vita amministrativa, cioè avere Comuni, Amministrazioni e servizi vicini al cittadino, “a misura d’uomo”. La spesa corrente invece sale – e molto – quando i Comuni sono più piccoli, ma anche quando – è bene sottolinearlo - più grandi.

Unire tra loro i piccoli Comuni come Castagneto Po per creare nuove realtà di 5.000/10.000 abitanti non è facile, anzi è un percorso assai complesso e costoso che richiede impegno, grandi capacità amministrative, fantasia, intelligenza e visione del futuro. Ed è questo il motivo per cui, ad oggi, le fusioni in Italia sono state molto poche e con esiti di dubbia valutazione, ad esser clementi .

Forse è anche per questo motivo che il legislatore ha previsto, nell’ultima legge finanziaria, una serie di incentivi ed agevolazioni per rendere più interessante percorrere la tortuosa strada della fusione. Ma questi incentivi, invece che spingere il nostro Sindaco a progettare il futuro assieme ai suoi cittadini e coi Comuni limitrofi che hanno realtà e problematiche assimilabili, lo hanno spinto nelle braccia del suo sodale chivassese, a progettare una fusione che non porterà alcun vantaggio, né in termini di risparmio amministrativo, né in sviluppo del territorio, né tantomeno –e soprattutto in prospettiva- in termini di miglioramento dei servizi erogati al cittadino. Gli unici che guadagneranno da questa fusione saranno le future Amministrazioni di Chivasso.

E’ bene sottolineare che Chivasso, a differenza di Castagneto Po e di tutti gli altri Comuni della collina, non ha alcun obbligo di legge che la spinga a convenzionare le funzioni amministrative oppure a percorre la strada della fusione od unione. Oggi però otterrà, addivenendo ad una fusione, l’agognato sblocco del patto di stabilità assieme alla possibilità di utilizzare i parametri dei margini di indebitamento del disciolto Comune di Castagneto Po (che da questo punto di vista è assai virtuoso), lo sblocco del turn-over e infine, come ciliegina sulla torta, una bella manciata di milioni da Stato e Regione (sempre però che si trovino le coperture nei prossimi bilanci dello Stato). Un vero affarone per i politici chivassesi che annettono così un territorio ricco, abitato da una popolazione con un elevato reddito pro-capite che garantirà a Chivasso un miglioramento della qualità delle proprie entrate fiscali (addizionale Irpef eccetera).

Gli ex abitanti di Castagneto Po dovrebbero guadagnarci dei servizi migliori in base all’assunto dogmatico che una realtà amministrativa più grande può organizzare servizi migliori: per il resto sarà tutelata con l’invenzione di una nuova struttura amministrativa, la municipalità, che nel suo statuto prevede, per le nuove frazioni di Chivasso che in precedenza erano territori di Castagneto Po, una serie di privilegi amministrativi.

Ma se ci chiediamo cosa succederà quando una nuova serie di riforme abolirà “l’esperimento municipalità”, gli scenari che si prospettano per gli ex territori di Castagneto Po sono inquietanti, l’impoverimento del nostro territorio sarà drammatico.

Per fortuna la legge prevede che i progetti di fusione debbano essere sottoposti al giudizio dei cittadini con un referendum. Questo però non consola, poiché l’infelice scelta ci sta facendo perdere tanto prezioso tempo (e risorse) proprio mentre gli altri Comuni della collina stanno progettando il loro futuro in relazione ai nuovi scenari aperti dal mutato quadro normativo.

Invece, dal giorno successivo al suo insediamento, il Sindaco Bertotto ha avuto un dialogo a senso unico col suo collega chivassese nel progettare quelle ottimizzazioni gestionali degli uffici comunali che sono obbligatorie per le Amministrazioni sotto i 5.000 abitanti, incurante del fatto che poneva il nostro Comune in una situazione di facile ricattabilità (come più volte ho denunciato in Consiglio Comunale). Infatti Chivasso non ha alcun interesse a farsi carico della funzionalità degli uffici di Castagneto Po, se non quello di poter poi sfruttare una situazione in cui gli amministratori di Chivasso hanno il coltello dalla parte del manico. E i risultati già si son visti: per esempio oggi a Castagneto spendiamo 10.000 euro in più all’anno solo per avere il segretario comunale in condivisione con Chivasso.

Fa rabbia anche il fatto che il percorso progettato per arrivare a questo definitivo e importantissimo passo sia un percorso a tappe forzate che si sta caratterizzando per il ricorso a facili e fuorvianti slogan, privi di fondamento: il nostro Sindaco si è ben guardato dal proporre e discutere i suoi progetti nelle sedi istituzionali, con le opposizioni e con i cittadini, ma lo ha presentato dal palcoscenico del TG3 come cosa già fatta e addirittura condivisa con le opposizioni, anche se io non ne avevo mai sentito parlare e avevo sempre votato contro e criticato ogni progetto di convenzionamento con Chivasso.

Ma questo è il meno: lo studio di fattibilità che pagheremo e che dovrà valutare –numeri alla mano- pregi e difetti della fusione è stato affidato ad una società che non è super partes, ma promuove la fusione.

Ancor più grave è poi il fatto che tutto il progetto venga venduto come un primo passo della costituzione di una realtà molto più grande, che unirà a Chivasso-Castagneto Po molti altri piccoli e medi Comuni. Ciò è assolutamente falso! Nel 2017, uniti i due Comuni, Chivasso andrà ad elezioni e la Giunta che si insedierà non avrà più la possibilità di accollarsi l’onere di proseguire questo percorso, se anche ne avesse la volontà, poiché eventuali successive fusioni comporterebbero dei costi a fronte dei quali non ci sarebbe più nessun tipo di incentivo, se non eventuali elemosine dai risicati bilanci della Regione Piemonte.

Un passo così importante merita un dibattito ampio ed esaustivo tra i cittadini di Castagneto Po e non dai pulpiti del TG3  o nelle sale del Movicentro a Chivasso. A Castagneto invece l’Amministrazione tace, anche se ormai sono passati due mesi dal famoso annuncio al TG3 e poco più di due mesi mancano dalla ipotetica data del referendum. Non è che il Sindaco Bertotto, per far passare il suo progetto, sta puntando tutto sulla carta dell’astensione?

 

Stefano Maule