Il Movimento 5 Stelle di Castagneto Po ospita il Docente di Dottrine Politiche Ermanno Vitale.

 

Caro Concittadino,

con piacere t’invito a un momento di incontro e dialogo, una serata in pizzeria, al Faggio Selvatico.

Come certamente saprai presto dovremo esprimerci su una sostanziale e profonda modifica delle nostra Costituzione, cioè le regole del gioco, da tutti condivise, che definiscono il funzionamento della nostra democrazia: diritti e doveri della nostra vita quotidiana.

I Padri Costituenti avevano previsto che la Costituzione potesse essere modificata ed aggiornata, ma tali modifiche avrebbero dovuto essere largamente condivise, almeno da una maggioranza di due terzi del Parlamento: la materia è complessa ed è ovvio che a dover fare queste modifiche dovesse essere chi abbiamo eletto a rappresentarci.

Avevano anche previsto che per superare una situazione in cui non è possibile trovare questa larga maggioranza, ovvero solo in casi di eccezionale gravità e necessità, la Costituzione potesse essere modificata da una maggioranza del 50%+1 dei nostri rappresentanti. In questo caso i cittadini avrebbero dovuto autorizzare i Parlamentari col referendum (basta infatti la richiesta di solo un quinto dei membri di una delle due Camere) .

E’ importante non dimenticare che:

-L’attuale Parlamento, insediatosi nel 2013, è stato eletto con una legge poi dichiarata incostituzionale e non più utilizzabile per due motivi: si dava un premio di maggioranza eccessivo (troppi parlamentari in più alla coalizione vincente) e poca rappresentatività degli eletti (cioè i famosi listini bloccati, per cui le segreterie dei partiti non solo formavano le liste, ma potevano anche favorire l’elezione di Caio a discapito di Tizio dopo il voto).

-La coalizione che vinse nel 2013 e prese il premio di maggioranza (PD+SEL) si separò subito dopo il voto e  da allora siamo governati  da una maggioranza trasversale (PD+parte del centrodestra) che non rispecchia il voto dei cittadini nelle urne.

Bene! (… anzi male, ma tant’è). Ora Renzi vuole un Senato non più eletto dai cittadini: è infatti questo il cuore della riforma su cui dovremo esprimerci. E per portare a casa la sua riforma egli non ha avuto paura di spaccare il suo partito (solo parte del PD lo ha votato) e andare a cercare i voti mancanti al 50%+1 nel gruppo parlamentare di Verdini, che è però rinviato a giudizio per corruzione nel processo alla società segreta P3.

Il nuovo Senato part-time parteciperà ancora alla scrittura delle leggi (salvo poche e marginali eccezioni)  intervenendo a suo piacimento in base a quanto disposto dal contestatissimo articolo 70, ma non agirà più in rappresentanza della Nazione e i Senatori saranno eletti con un’elezione di secondo livello, ovvero le Segreterie dei Partiti avranno modo di concordare quali consiglieri regionali e sindaci far eleggere. Insomma, se la Corte Costituzionale ha detto di modificare la legge elettorale per limitare l’influenza delle segreterie dei partiti (Partitocrazia), il Parlamento eletto con quella legge si è votato una Riforma per dare alle segreterie dei partiti uno strumento in più per controllare e condizionare (o addirittura bloccare) i lavori della Camera che verrà scelta dai Cittadini. Il nuovo Senato è per certi aspetti una Camera "ornamentale" e per certi altri, se si danno determinate condizioni, un ostacolo quasi insormontabile in relazione alle leggi di cui all'art. 70 (quali condizioni? Per es., maggioranza al Senato diversa da quella della Camera). Insomma, la riforma è –inspiegabilmente- un gran pasticcio che rischia di bloccare il funzionamento delle istituzioni

 

Per questo e per molti altri motivi il M5S e profondamente contrario a questa Riforma Costituzionale nel merito delle modifiche proposte.

 

Oggi però, tutti noi cittadini siamo stati chiamati e abbiamo il dovere di compiere una scelta consapevole .

 

Il M5s sente di dover essere a disposizione delle cittadine e dei cittadini :

Venerdì 4 novembre, al Faggio Selvatico in Castagneto Po, a partire dalle ore 20,00

la deputata Silvia Chimienti

il consigliere regionale Giorgio Bertola

saranno con noi per rispondere sulle scelte fatte dal Movimento Cinque Stelle in tema di referendum (ma non solo).

Spero che vogliate partecipare numerosi. La consumazione non è obbligatoria, ma è gradita. La prenotazione non è necessaria, ma se volete riservare il posto ci aiuterete ad organizzarci meglio: potete telefonare direttamente alla pizzeria o a me (Stefano 348-5579848).

 

Un caro saluto,

 

                                                                                              Stefano Maule – Vostro consigliere comunale M5S

Questa mattina ho ricevuto da Marco Marocco, consigliere comunale a Chivasso, la versione definitiva dello "studio di fattibilità - Fusione per incorporazione del Comune di Castagneto Po al Comune di Chivasso".

Non l'ho invece ricevuto dal mio Comune e devo pertanto presumere che a Castagneto Po si sia scelto di ritardarne la diffusione e tenerlo per un po' nei cassetti. Ritengo pertanto di avere il dovere di renderlo pubblico io.

In allegato

Stefano Maule - Consigliere comunale

Sabato, 26 Marzo 2016 07:14

SULLA PELLE DEI CITTADINI

LETTERA SPEDITA A LA VOCE DEL CANAVESE IL 24 MARZO 2016

Il progetto di fondere Castagneto Po dentro a Chivasso è un errore gravissimo, probabilmente fatto per miopia, cioè figlio della distanza tra la nostra Amministrazione e i suoi cittadini, il loro interesse e lo sviluppo del nostro territorio.

A livello nazionale, archiviate ormai le istanza che portarono alla legge Bassanini, le nuove mode della politica amministrativa incentivano i piccoli Comuni a fondersi tra loro per creare realtà amministrative più efficienti: tutti gli studi convergono a sostenere che la dimensione ottimale di un Comune per avere il miglior rapporto costi-servizi è tra i 5.000 e i 20.000 abitanti. Ed è anche unanimemente riconosciuto che questa è la dimensione ottimale per ottenere una più ampia e salutare partecipazione delle comunità alla vita amministrativa, cioè avere Comuni, Amministrazioni e servizi vicini al cittadino, “a misura d’uomo”. La spesa corrente invece sale – e molto – quando i Comuni sono più piccoli, ma anche quando – è bene sottolinearlo - più grandi.

Unire tra loro i piccoli Comuni come Castagneto Po per creare nuove realtà di 5.000/10.000 abitanti non è facile, anzi è un percorso assai complesso e costoso che richiede impegno, grandi capacità amministrative, fantasia, intelligenza e visione del futuro. Ed è questo il motivo per cui, ad oggi, le fusioni in Italia sono state molto poche e con esiti di dubbia valutazione, ad esser clementi .

Forse è anche per questo motivo che il legislatore ha previsto, nell’ultima legge finanziaria, una serie di incentivi ed agevolazioni per rendere più interessante percorrere la tortuosa strada della fusione. Ma questi incentivi, invece che spingere il nostro Sindaco a progettare il futuro assieme ai suoi cittadini e coi Comuni limitrofi che hanno realtà e problematiche assimilabili, lo hanno spinto nelle braccia del suo sodale chivassese, a progettare una fusione che non porterà alcun vantaggio, né in termini di risparmio amministrativo, né in sviluppo del territorio, né tantomeno –e soprattutto in prospettiva- in termini di miglioramento dei servizi erogati al cittadino. Gli unici che guadagneranno da questa fusione saranno le future Amministrazioni di Chivasso.

E’ bene sottolineare che Chivasso, a differenza di Castagneto Po e di tutti gli altri Comuni della collina, non ha alcun obbligo di legge che la spinga a convenzionare le funzioni amministrative oppure a percorre la strada della fusione od unione. Oggi però otterrà, addivenendo ad una fusione, l’agognato sblocco del patto di stabilità assieme alla possibilità di utilizzare i parametri dei margini di indebitamento del disciolto Comune di Castagneto Po (che da questo punto di vista è assai virtuoso), lo sblocco del turn-over e infine, come ciliegina sulla torta, una bella manciata di milioni da Stato e Regione (sempre però che si trovino le coperture nei prossimi bilanci dello Stato). Un vero affarone per i politici chivassesi che annettono così un territorio ricco, abitato da una popolazione con un elevato reddito pro-capite che garantirà a Chivasso un miglioramento della qualità delle proprie entrate fiscali (addizionale Irpef eccetera).

Gli ex abitanti di Castagneto Po dovrebbero guadagnarci dei servizi migliori in base all’assunto dogmatico che una realtà amministrativa più grande può organizzare servizi migliori: per il resto sarà tutelata con l’invenzione di una nuova struttura amministrativa, la municipalità, che nel suo statuto prevede, per le nuove frazioni di Chivasso che in precedenza erano territori di Castagneto Po, una serie di privilegi amministrativi.

Ma se ci chiediamo cosa succederà quando una nuova serie di riforme abolirà “l’esperimento municipalità”, gli scenari che si prospettano per gli ex territori di Castagneto Po sono inquietanti, l’impoverimento del nostro territorio sarà drammatico.

Per fortuna la legge prevede che i progetti di fusione debbano essere sottoposti al giudizio dei cittadini con un referendum. Questo però non consola, poiché l’infelice scelta ci sta facendo perdere tanto prezioso tempo (e risorse) proprio mentre gli altri Comuni della collina stanno progettando il loro futuro in relazione ai nuovi scenari aperti dal mutato quadro normativo.

Invece, dal giorno successivo al suo insediamento, il Sindaco Bertotto ha avuto un dialogo a senso unico col suo collega chivassese nel progettare quelle ottimizzazioni gestionali degli uffici comunali che sono obbligatorie per le Amministrazioni sotto i 5.000 abitanti, incurante del fatto che poneva il nostro Comune in una situazione di facile ricattabilità (come più volte ho denunciato in Consiglio Comunale). Infatti Chivasso non ha alcun interesse a farsi carico della funzionalità degli uffici di Castagneto Po, se non quello di poter poi sfruttare una situazione in cui gli amministratori di Chivasso hanno il coltello dalla parte del manico. E i risultati già si son visti: per esempio oggi a Castagneto spendiamo 10.000 euro in più all’anno solo per avere il segretario comunale in condivisione con Chivasso.

Fa rabbia anche il fatto che il percorso progettato per arrivare a questo definitivo e importantissimo passo sia un percorso a tappe forzate che si sta caratterizzando per il ricorso a facili e fuorvianti slogan, privi di fondamento: il nostro Sindaco si è ben guardato dal proporre e discutere i suoi progetti nelle sedi istituzionali, con le opposizioni e con i cittadini, ma lo ha presentato dal palcoscenico del TG3 come cosa già fatta e addirittura condivisa con le opposizioni, anche se io non ne avevo mai sentito parlare e avevo sempre votato contro e criticato ogni progetto di convenzionamento con Chivasso.

Ma questo è il meno: lo studio di fattibilità che pagheremo e che dovrà valutare –numeri alla mano- pregi e difetti della fusione è stato affidato ad una società che non è super partes, ma promuove la fusione.

Ancor più grave è poi il fatto che tutto il progetto venga venduto come un primo passo della costituzione di una realtà molto più grande, che unirà a Chivasso-Castagneto Po molti altri piccoli e medi Comuni. Ciò è assolutamente falso! Nel 2017, uniti i due Comuni, Chivasso andrà ad elezioni e la Giunta che si insedierà non avrà più la possibilità di accollarsi l’onere di proseguire questo percorso, se anche ne avesse la volontà, poiché eventuali successive fusioni comporterebbero dei costi a fronte dei quali non ci sarebbe più nessun tipo di incentivo, se non eventuali elemosine dai risicati bilanci della Regione Piemonte.

Un passo così importante merita un dibattito ampio ed esaustivo tra i cittadini di Castagneto Po e non dai pulpiti del TG3  o nelle sale del Movicentro a Chivasso. A Castagneto invece l’Amministrazione tace, anche se ormai sono passati due mesi dal famoso annuncio al TG3 e poco più di due mesi mancano dalla ipotetica data del referendum. Non è che il Sindaco Bertotto, per far passare il suo progetto, sta puntando tutto sulla carta dell’astensione?

 

Stefano Maule

 

L'ipotesi di un ulteriore ampliamento della discarica di Chivasso di più di un milione di metri cubi (in aggiunta ai 4 milioni e mezzo che già ne fanno la seconda discarica del Piemonte per dimensioni) ci pare inaccettabile e incomprensibile. Abbiamo pertanto presentato le nostre osservazioni al progetto depositato, scaricabili dal link sottostante.

Auguriamo a tutti un Felice 2015 all'insegna di delle 5 R: Riduzione, Recupero, Riuso, Riciclo, Riprogettazione. Per un ambiente più sano, per una Tari (Tassa sulla raccolta di Rifiuti) meno onerosa.

Martedì, 18 Novembre 2014 20:44

Il paesaggio è di tutti

Mentre le colline del Monferrato-Astigiano vengono riconusciute dall'Unesco Patrimonio Culturale dell'Umanità per la loro bellezza paesaggistica, lungo le strade delle nostre colline assistiamo impotenti al sistematico abbattimento di tutte le piante d'alto fusto. Basta fare un po' di attenzione e contare lungo le strade il numero dei ceppi di quelli che furono alberi centenari, per avere un'idea di quanto sia concreto il rischio di ritrovarci, nel volgere di pochi anni, a percorrere strade costeggiate solo da rovi e cespugli.

Con questa interrogazione vogliamo sensibilizzare la nostra Amministrazione su questo grave e urgente problema. Appuntamento al Consiglio Comunale del 19 novembre (ore 18,30).

 

Martedì, 18 Novembre 2014 20:18

Via Cimenasco aspetta da troppo tempo

Con questa interrogazione è nostra intenzione sollecitare l'Amministrazione ad attivarsi per risolvere l'annoso problema della manitenzione straordinaria e ordinaria di questa importante via di comunicazione che Castagneto condivide con San Raffaele Cimena.

Nel consiglio comunale di mercoledì 19 novembre avremo modo di ascoltare la risposta dell'assessore delegato.

 

Martedì, 18 Novembre 2014 20:07

Un bando pubblico per lo Scoiattolo

Abbiamo presentato quest'interrogazione per chiedere all'Amministrazione Comunale di rendere manifeste le proprie intenzioni sul bar "Lo Scoiattolo". Ecco il documento.

Con questa interrogazione abbiamo manifestato le nostre perplessità.

Martedì, 15 Luglio 2014 05:47

Più PARTECIPAZIONE !

Siamo convinti che la partecipazione sia un toccasana per ogni Amministrazione pubblica: più sono le persone che partecipano attivamente e maggiore sarà la qualità del servizio offerto alla collettività. Viceversa, più il potere si chiude su se stesso, si concentra nelle mani di pochi e si chiude ad ogni contributo o critica esterna e più, inesorabilmente, il “sistema” diventa inefficiente.

Per questo ci siamo ispirati ad un’analoga iniziativa presa dal comune di Mazzè ed abbiamo presentato questa mozione.

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